spesso risuona nell'aria, nell'attraversare gli innumerevoli piccoli villaggi, "falang,falang" (straniero) mi piacerebbe dir loro che in fondo gli sono più vicino di quanto pensino il mondo è una sfera, le linee di confine tracciate dall'uomo sono un non nulla le uniche, che forse hanno un significato, sono quelle che identificano i meridiani e i paralleli
mi fa strano quando occidentali o thailandesi mi chiedono se non ho paura a viaggiare da solo in bicicletta, disperso chissà dove luoghi che trasmettono pace e tranquillità persone che in ogni momento ti salutano, ti sorridono, ti incitano tutto ciò non può solo che far del bene allo spirito, trasmette un senso di libertà profondo l'unica cosa che temo.....è me stesso, la mia incoscienza ad esempio , quando affronto le discese travolto dall'adrenalina, magari in zone deserte, che se volassi via sarebbero cazzi amari ma fortunatamente, a volte, un bricciolo di lucidità giunge in aiuto, facendomi ritornare prudente forse il mio limite è proprio la ricerca del limite
un pò di fatica in salita, poi mi fermo qualche ora a rilassarmi alle cascate Phu Sa Dao, per recuperare le ore di sonno perse riparto, una bella sbiciclettata tra le colline, piantagioni,tanto verde e villaggini che vivono di agricoltura e allevamento terra di ananas in cima al cucuzzzolo scorgo un baracchino che fa al caso mio, cibo ormai tardo pomeriggio, butto l'occhio attorno alla ricerca di una zona per campeggiare ad alcune ragazze che stanno mangiando(che poi scoprirò essere insegnanti), chiedo se posso mettere la tenda in zona "nooooo, mettila nella scuola" alzo lo sguardo e ancor più su vedo questa bella struttura scolastica e la prof di inglese che scende agitandosi "you must sleep here, you can put your tent in the school or if you want to, you can sleep in the library" così ho dormito nella loro bibblioteca,senza galli ma prima, una bella serata trascorsa con i 25 insegnanti, partecipando a un cenone con ospiti venuti a visitare questa bella scuola che raccoglie 450 bambini del circondario ospitalità e gentilezza non comuni allogio, cena,colazione, internet, foto, risate, birra....e via discorrendo, tante belle emozioni il minimo che potessi fare, è stato regalare 2 libri in inglese e un giretto per le aule, la mattina prima di partire, a salutare i bambini e i ragazzi e per il piacere degli insegnati, al centro delle classi per una piccola esercitazione di inglese un'oretta da neo-insegnante, più che altro divertente
dopo una bella giornata trascorsa pedalando e osservando, mi accampo subito all'ingresso di un villaggino in una zona apparentemente pubblica ci sono pure dei bagni, sembrano quasi abbandonati a se stessi turca ok, acqua che scorre, vaschettina per raccogliere l'acqua........non mi serve altro girettino per Ban Yo Mun e acquisti per la cena, un pò di lettura e meritato riposo nel pieno del mio sonno, un urlo incredibile mi sveglia poi ancora. "ma vaffanculo" è un gallo,sembra dentro la tenda guardo fuori ed è buio pesto. 1 di notte sarà a 3 metri faccio 2 urli e un pò di rumore. sembra funzionare, ma ne sento altri in lontananza e questo non è un bel segnale dopo 5 minuti ricomincia, ne resisto 10, poi testa fuori non lo vedo "oh, basta, hai rotto il cazzo" "vattene, non è che non puoi strillare, ma fallo a 100 metri da qui" silenzio, mi riaddormento, ma è solo mezzora e non smette le tempie iniziano a pulsare forte, ehhh ehhhh ehhhh,ipnotizzato e torturato da un gallo "ma quanto cazzo urli?" "ti verra' pure un infarto, maledetto!" esco incazzato nero, trovo un bastone, inizio a cercarlo pila alla mano "ma dove cazzo sei, brutto bastardo?" mi avvicino a 2 cespuglioni e lui mi svolazza di fianco provo a rincorrerlo ma lui è più veloce, lancio il bastone ma lui fugge sono le 2. mi riaddormento ma dura poco, è ancora lì, sembra a 20 cm dal mio orecchio dopo 10 minuti,pervaso da un istinto assassino, esco e vado verso la strada a accogliere delle manciate di sassi mi dirigo verso i cespugli, lo stano, salta fuori, sassaiola ma lo manco scatto con le mani in tasca, 2 lanci e lo prendo bene "ahhh, t'ho preso testa di cazzo, vai a farti inculare!!!" "torna dai tuoi padroni" "ti avverto, se ritorni, ti giuro che ti faccio secco a bastonate e ti metto in un sacchetto" "domani, primo ristorantino ti faccio pulire e cucinare" "mai più galline per te" in preda al delirio, un demente che minaccia di morte un gallo nel cuore della notte lo sento in lontananza, così è ok torno a dormire alle 3:15 che ne sò, saranno i suoi cespugli preferiti comunque ritorna, guardo fuori e sta iniziando a schiarire sono quasi le 6, la sveglia suona alle 6, inizio a prepararmi esco, lui smette e lo sento svolazzare via sistemo tutto, entro nel villaggio per cercare qualcosa per la colazione e così inizia un' altra giornata d'avventura
stop per il pranzo in un posto sconosciuto, occhi sgranati dei thai e risate qualche parola di inglese :"where are you going ?" "i'm going to Lao" e così, come spesso accade, sono stato motivo di discussione per un'ora e più la parola Lao ripetuta a non finire e ogni tanto l'intercalare "oh!!!" nel tentativo di carpire altri dettagli, ogni tanto venivo richiamato alla loro attenzione ancora discussioni, risate, esclamazioni e sguardi compiacenti su di me nel mentre fantasticavo nelle interpretazioni "dì, quest che que l'è mat" "se, se, e va in Lao sà la bizicletta" "ciò, u nè sà miga , la zò, l'è tot sò e zò, sò e zò, piò so che zò" ma in verità, imparando a conoscerli, le lodi si saranno sprecate
qualche giorno a Sukhothai per recuperare energie e dormire in un letto, al Garden House, amichevole e rilassante mi dispiace non aver reincontrato Charles, from States, che sverna qua per la maggior parte del suo tempo,ma ora in Lao per il rinnovo del visto ma è sempre luogo di incontri Tore, Jakie e ...non mi ricordo più il nome, simpaticissimi motorbikers (Harley avidson) norvegesi, ora in pensione, qui in Thai da oltre 10 anni, con 700.000 km sul groppone mi hanno dato preziosi consigli sul tragitto che mi separa da Vientiane monti, parchi nazionali e poi costeggiare il fiume Mekong volevano regalarmi la loro mappa, rispetto la mia più dettagliata, sia con caratteri romani che thailandesi, e con tutti i numeri delle strade "te la regalo, io me ne comprerò un'altra" "troppo gentile, ma posso fare 2 fotocopie" e poi, people from Switzerland, England, USA, France, Poland....... e il farmacista di Sukhothai, via di testa per il cibo mi ha voluto a tutti i costi offrire una cena, a sentir lui, vera cucina thai lodovrò accompagnare, quando verrà in Italia, ad assaporare le prelibatezze italiane.....un pazzo l'ultima serata piacevolmete trascorsa a disquisir sulla vita con sibylle e janine
niente Myanamar per questa volta, gli ufficiali birmani mi hanno respinto la Birmania e il Nepal mi aspetteranno, un altro viaggio peccato, la mezzoretta negli uffici della frontiera mi ha divertito l'approccio con i birmani è stato ultra positivo, sono persone adorabili ci sarebbe l'alternativa di prendere l'aereo, ma l'ho scartata subito e poi mi avebbero fatto anche pagare per la bici ..... al momento attuale, tutti gli accessi via terra sono off-limit per chi volesse intraprendere un viaggio by bicycle in Myanmar, deve caricare la bici sull'aereo, atterrare in loco e partire c'è solo un passaggio aperto, a nord, al confine con la Cina, ma solo in uscita, anche l'ingresso dalla Cina è chiuso per il futuro non si sa per cui ora, si pedalerà ancora in Thai, ingresso in Lao da Vientiane, da su a nord e poi Cina le leggi in Thai sono cambiate (forse verranno ancora modificate a breve), dopo il primo mese di visto, si esce per il rinnovo(via terra) e al rientro non si hanno più 30 giorni, bensì 15 vorrà dire che pedalerò con più intensità per raggiungere il Lao
mattinata da stringere i denti, con muri degni del Giro delle Fiandre, in alcuni tratti mi si impennava la bici dalla pendenza, per poco non cado in salita finite le difficoltà in mezzo al verde thailandese, mi fermo affamato in questa specie di mensa per i lavoratori delle strade primo, secondo, caffè, riempite le borracce vado per pagare ma non hanno assolutamente voluto ho provato a lasciare dei soldi sotto la tazza, ma non c'è stato verso inizio a sentirmi in imbarazzo, soprattutto se penso all'ospitalità dei paesi nostri
oggi ho incontrato i primi ciclisti stranieri, una coppia di californiani dopo la giornata di bici, sosta a Ban Meng Hai, villaggino di 10 case An e Do San mi hanno offerto di che lavarmi, la cena e uno spazio dove buttare il mio materassino, ma soprattuto le loro risate